Sul retro di un taccuino Fabriano, con fogli che racchiudono il sole di queste giornate. Rossi, gialli e arancio. La spirale che da continuità al voltare pagina.
Ho ritrovato sul retro di un antico regalo azzeccato la mia “fiamma” e il “non sai bene se” altrui. E la voglia di scrivere storie.
Inaspettatamente gruppi di anziani, per lo più. Giacchetta invernale, passo veloce ma attento, occhio tanto arzillo da ringiovanirli di decenni. Girano con l’attenzione di un falco e la dedizione di un usignolo tra le bancarelle in Cordusio. Qualche domenica mi imbatto in questo mercatino di passioni non mie e resto impigliata dallo spettacolo. Passioni non mie che mi catturano perché passioni. Da entrambe le parti dei banchetti, la delicatezza e l’amore del fruttivendolo di Amélie che accarezzava porri e carciofi.
La passioni altrui, io ne resto affascinata, contagiata. Quindi viva.
«Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi».
stamattina ho imboccato via Fiori Chiari come mai fatto, e ho trovato esposta “amuleti a 5 euro”: fortuna in vendita sotto la pioggia.
A scelta, anche accessori colorati vintage, sorrisi umidi e speranzosi, qualche passante con il giornale sotto le ascelle (un piacere da vedere per una giornalista) e due americane coraggiose a bere un cappuccio annacquato ridendo di chissà. Però erano bionde e con le guance vive.
«Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi».
Inno al processo creativo, divertente stop motion per ribadire quanto la fantasia mi stia salvando la vita.
Con Ali Smith e C’è ma non si
trovamiunmodosempliceperuscirne:
I’ve this face, only because you are SO STUPID. :Bù
scrivere troppo al PC
laureola:
Jeffrey was fed up, Marc Johns
(via nevver)
esserE leggeri, esserI leggeri